Raisi “triste per Mahsa”. Ma contro le rivolte promette pugno duro

Dopo 12 giorni di proteste, almeno 41 morti, migliaia di persone arrestate, tra cui 30 giornalisti, denunce di violenze e percosse in carcere, Internet staccato dalla rete globale, pressioni sui media, gli artisti e le famiglie delle vittime perché non amplifichino il messaggio dei manifestanti, con anche la nazionale di calcio che si schiera in difesa delle donne e dei giovani iraniani, vestendosi di nero, il presidente Raisi va in tv per cercare di placare la rabbia sociale.