quirinale e dintorni

La corsa al Quirinale – Nei quartieri spagnoli di Napoli c’è un simpatico signore agli arresti domiciliari che canta dal balcone di casa sua. Calando poi un cestino per rimettersi al buon cuore degli ascoltatori.

Sulle colline di Firenze c’è invece chi scrive lettere, mantenendo così viva una nobile tradizione italica che annovera nomi come Silvio Pellico e Antonio Gramsci. Sta di fatto che la lettera inviata da Verdini a Dell’Utri e Confalonieri è diventata un caso politico, avendo segnato una vera e propria “rottura” nella battaglia intrapresa dal Centrodestra per la conquista del Quirinale.

Solo pochi giorni fa infatti il Centrodestra -riunitosi in conclave- aveva indicato un unico candidato nella persona di Silvio Berlusconi. Sollecitando quest’ultimo a sciogliere quanto prima la riserva. Ed ecco che arriva improvvisamente la lettera verdiniana. La quale suggerisce di fatto al vecchio leader di Forza Italia di farsi da parte. Di incoronare il giovane Matteo Salvini quale “Kings maker” cui lasciare completamente mano libera.

Tant’è che Salvini dichiara subito (e senza bisogno di alcun conclave) di aver già pronta una candidatura che «sarà convincente per tanti, se non per tutti»: Marcello Pera o Letizia Moratti, secondo i cosiddetti…