quello che nessuno dice – Libero Quotidiano

Gleb Pavlovskij non usa giri di parole. L’ex consigliere del Cremlino e stratega politico durante i primi due mandati di Putin non usa eufemismi per definire bene gli obiettivi di Vladimir Putin: “Decide lui, punto. Ha deciso l’invasione contro il parere del suo circolo ristretto, che tentennava, ed è stato come una coltellata alla schiena del sistema sul quale si regge il suo potere. Adesso, per la prima volta deve fronteggiare un suo errore grave. Si trova in un vicolo cieco, che percorrerà fino in fondo. Non c’è altro modo. Sbaglia l’Occidente che spera nell’effetto deterrente delle sanzioni. Quando afferma di voler tritare Zelensky, come riferì nel suo colloquio con Roman Abramovich, dice il vero”. Parole di fuoco che spiegano bene quanto possa essere alta la tensione nel palazzo del Cremlino e soprattutto quanto sia determinato lo zar a portare avanti la guerra.

 

 

Più ottimista per una trattativa è invece, come ricorda ilCorriere, è Serghey Markov, anche lui ex consigliere di Putin: “Sul bottino territoriale ci sarà una maggiore propensione alla trattativa. Ma fin dal primo momento è stato chiaro che il fine ultimo di Putin è il cambio di regime a Kiev. E su…