Quelle persone perbene sedotte dall’ebbrezza del (falso) contropotere

Sacrificano il carattere alle doti intellettuali e cercano un posto tra quelli che non la bevono. Non è così strano che Colombo e Lerner scoprano solo adesso certe caratteristiche del giornale su cui scrivono da tempo

Che cosa ci dice l’irrequietudine un po’ spessa, un po’ grossolana, di campioni della classe dirigente, gente informata, di esperienza, su certi temi anche ben preparata, che ora si trovano male in un giornale che lavora per Putin e contro Draghi e Zelensky e Biden e Macron eccetera? E’ strano che Furio Colombo e Gad Lerner scoprano soltanto adesso certe caratteristiche del giornale su cui scrivono da tempo, così molti dicono. Invece, secondo me, non è così strano. E’ proprio quell’insieme di caratteristiche ad averli lusingati e sedotti nel tempo. L’ebbrezza del giornale come contropotere, la pretesa di uno status di eccezione, di critica e di solitudine politica, quando in realtà si appartiene a una temperie di opposizione di sistema apparente, fatta di semplici convenzioni demagogiche, tutti ladri, tutti mafiosi, doppio stato galera e manette, è un gioco illusionistico da sempre affascinante per chi sacrifica il carattere alle eventuali doti intellettuali e cerca un prestigioso posto nella schiera degli apoti,…