quattro gatti in piazza a protestare contro Berlusconi – Libero Quotidiano

Salvatore Dama

Probabilmente è una disattenzione. Perché se fosse voluto, sarebbe un gesto geniale. Gianfranco Mascia conduce tutto il presidio del Popolo Viola con la patta dei pantaloni aperta. Allora la scena è questa. Tipo “b movie”: un palchetto accrocchiato, un furgone Iveco poco dietro, a fare da quinta, con un manifesto appiccicato alla fiancata. Sul cartello ci sono Silvio Berlusconi, immortalato con una linguetta malandrina a umettare il labbro, e la scritta “Il Quirinale non è il Bunga Bunga”. Poi, davanti a questa installazione di arte povera, c’è il presentatore. Con la bottega aperta. «Siamo un po’ demoralizzati», ammette Mascia. I conti non tornano: «Dovevamo essere quindici, ma siamo più di cento». Poi, però, a fine sit-in, rivede la stima: «Una cinquantina dai… ma ci sono anche facce nuove». No, non è stato un successo. Pure il crowdfunding è andato male. Per baraccare il tutto – microfono, luci, amplificazione – servivano 400 euro. Ne sono stati raccolti 250. Insomma il ritorno del Popolo Viola non ha mobilitato le masse. «Ma siamo ancora in vacanza», si è giustificato l’organizzatore, scrittore ed ecologista Mascia, «torneremo con una vera e propria…