quanti coraggiosi il giorno dopo – Libero Quotidiano

Vittorio Feltri

Questa storia di Matteo Messina Denaro non è come si dice avvolta nel mistero. Vero che era ricercato da trenta anni, ma il fatto che nessuno lo trovasse non ha nulla di misterioso. Abitava non a Londra, dove probabilmente è facile nascondersi nell’anonimato, ma a Campobello di Mazara, dove tutti si conoscono e si salutano, trattandosi di un piccolo centro dove anche i cani e i gatti si frequentano tra loro. Queste ovvie considerazioni sollevano un interrogativo. 

Come mai allora l’efferato boss viveva tranquillamente nel suo paesello senza il timore di finire tra le grinfie dei carabinieri? Bella domanda, facile risposta. Egli non era un bischero qualsiasi bensì il capo temuto della mafia, che conta di più del sindaco e anche del presidente della Sicilia, e sapeva che nessuno avrebbe osato denunciarlo per non rischiare di essere trasportato al cimitero. Quando uno è al vertice di una organizzazione potente e aggressiva gode di un tale rispetto che nessuno si azzarda a contrastarlo, non si sa mai. Ecco perché Messina Denaro occupava un appartamento senza essere sfiorato dal dubbio che qualcuno potesse incastrarlo. Rendiamoci conto che stiamo…