«Quante notti al Viminale per depositare i simboli»- Corriere.it

di Cesare Zapperi

Il senatore leghista il regista-organizzatore delle campagne elettorali da trent’anni. Gli spot sulle radio locali e la scelta degli slogan pi adatti

Adesso non ha pi l’et, e nemmeno il fisico, per certe faticacce. Ma Roberto Calderoli se le ricorda bene: Quante nottate trascorse in piedi di fronte al Viminale in attesa che si aprisse la corsa al deposito del simbolo. Sono trent’anni che il senatore leghista, vicepresidente di Palazzo Madama, massimo esperto di tecniche e tecnicismi parlamentari ma anche di algoritmi in curiosa contraddizione con la sua veste professionale di chirurgo maxillo-facciale, si occupa di campagne elettorali. Diciamo pure che per il Carroccio fa il regista-organizzatore di tutte le tappe della corsa alla conquista dei voti. Per la Lega il deposito del simbolo fondamentale — spiega —. Oggi un po’ meno, ma in passato dovevamo vincere la concorrenza delle tante Leghe civetta che volevano sfruttare il nome per rubarci i voti. Arrivare prima significava costringere gli altri a presentare ricorsi e, in caso di rigetto, a cambiare il loro logo. Calderoli ricorda i tanti testa a testa per la pole position con il partito del Sacro Romano Impero: C’ una loro attivista ormai diventata anziana che vive in funzione di questo…