Quando il gusto dell’ideologia prevale su tutto- Corriere.it

di Antonio Polito

Da quando Nanni Moretti esplicit l’eterno dilemma di Ecce Bombo (mi si nota di pi se non vengo, o se vengo e me ne sto in disparte?), Calenda non il primo leader politico che si sia arrovellato sulla scelta migliore. Stavolta ha concluso che lo si nota di pi se non va, e ha rotto l’alleanza appena siglata con Letta. Si potrebbe dire, e qualcuno lo dir, che un po’ nella cifra dell’uomo: incapace di stare in disparte anche da se stesso, pi adatto alla battaglia solitaria che alla solidariet dell’alleanza. Ma sarebbe sbagliato attribuire tutto e solo alla personalit di Calenda. Dal punto di vista politico questo colpo di scena infatti anche la prova del nove di una pi antica impossibilit di ritrovarsi tra centro e sinistra, tra moderati e riformisti, tra liberali e laburisti, che affligge da tempo le coalizioni progressiste (due governi Prodi sono caduti su questo, e la parabola di Renzi ne stata da molti punti di vista un emblema). Letta aveva provato a metterci una pezza costruendo un’impalcatura elettorale al limite del barocco portoghese, basato su una forzatura del sistema elettorale, per tenere insieme tre coalizioni diverse: una moderata (e alquanto generosa in termini di collegi) con Calenda, una de sinistra con Fratoianni e…