«Quando a Fregene ballavo il sirtaki con Anthony Quinn. Ho trovato l’amore allo stadio»- Corriere.it

di Margherita De Bac

La stilista: ho avuto un’infanzia piena di amore. I figli non sono arrivati, ma non ho rimpianti

«Sono molto rigorosa anche su questo», allude all’attenzione con cui cerca di difendere se stessa e l’azienda dal Covid (fatica improba), Lavinia Biagiotti Cigna. Tamponi una volta a settimana a tutto lo staff, mascherina, gel igienizzanti posizionati in vari angoli del castello Marco Simone, a Guidonia, dove vive e manda avanti la casa di moda fondata da nonna Delia e coltivata con amore dalla mamma Laura assieme al marito Gianni Cigna. Quando è morta, cinque anni fa, è toccato a lei. Ci accoglie scortata da Ryder, il randagetto finto Jack Russell, trovato sul campo di golf disteso attorno al maniero medievale («una pazzia diventata realtà»), dominato da una torre merlata. Prende il nome dalla «Ryder Cup», il torneo di golf dove si sfidano i 24 giocatori più forti del mondo (a Roma nel 2023).

Che infanzia ha avuto?

«Piena di amore, prove, esempi meravigliosi trasmessi da nonni e genitori».

Momenti difficili?

«La malattia dei miei ha generato un dolore che segna. Papà se ne è andato che avevo 17 anni. Mi vengono i brividi a raccontare quando mi dissero che aveva la leucemia. Mi fecero sedere nel salone dove ora siamo sedute e…