«Putin vuole la morte di Navalny. Lo uccidono lentamente»- Corriere.it

Parlano il regista e il giornalista del documentario premiato agli Oscar sull’oppositore di Putin, di nuovo nelle sale italiane

«C’è una persona che non può essere qui con noi stasera, Alexei Navalny, il leader dell’opposizione russa, in cella in isolamento per quella che ha chiamato “l’ingiusta guerra di aggressione di Vladimir Putin in Ucraina. Alexei, il mondo non ha dimenticato il tuo messaggio, non bisogna avere paura di schierarsi contro i dittatori e l’autoritarismo». Con queste parole Daniel Roher, il regista di Navalny, ha accettato l’Oscar per il miglior documentario pochi giorni a fa Los Angeles. Il 22 marzo, a un anno esatto dalla condanna a 9 anni inflitta nell’aula allestita presso il carcere di massima sicurezza di Pokrov, il film è tornato in sala in Italia (distribuito da IWonder). Il Corriere ne ha parlato con il regista e Christo Grozev, il giornalista investigativo di Bellingcat da cui è nata l’indagine alla base del progetto. Iniziato come un doc sulla figura del leader dell’opposizione, è diventato altro dopo il 20 agosto 2020 quando Navalny si ammalò all’improvviso su un volo tra Tomsk e Mosca. Dopo un atterraggio di emergenza a Omsk, fu ricoverato in ospedale, in coma. Trasportato d’urgenza a Berlino, ulteriori…