«Porto in scena i naufraghi senza volto »- Corriere.it

di Laura Zangarini

L’attrice protagonista con il regista Renato Sarti della serata al Piccolo Teatro Strehler di Milano: l’antropologa Cattaneo restituisce identit e dignit ai migranti deceduti in mare

Un sacchettino contenente un po’ di terra dell’Eritrea, una tessera della biblioteca, una pagella… quel che resta, a volte, di uomini, donne e bambini che hanno rischiato tutto — che hanno rischiato la vita — per un futuro migliore. Naufraghi senza volto che Cristina Cattaneo, antropologa e docente di medicina legale all’Universit degli Studi di Milano, dove dirige il Labanof (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense), ha deciso di identificare per restituire loro una dignit e per provare ad alleviare l’ambiguous loss, il senso di perdita che complica e ritarda il processo del lutto, in mancanza di un corpo che confermi la morte, traducendosi spesso in un dolore irrisolto.


Al lavoro investigativo di
Cattaneo — un lavoro solitario, umile e tenace —
si appassionato Renato Sarti, regista da sempre attento a proporre al pubblico un teatro in equilibrio tra memoria e impegno civile, che ha trasformato
Naufraghi senza volto (Raffaello Cortina Editore, Premio Galileo 2019)
, libro di cui Cattaneo autrice, in una lettura teatrale al fianco di