Politica, il metodo Draghi: governare microfratture dei partiti

E se fossero le microfratture a decidere il futuro di questa legislatura? Uno degli effetti più sottovalutati generati dall’azione del governo Draghi riguarda una particolarissima dinamica che si è andata a consolidare nei rapporti tra il presidente del Consiglio e le leadership dei partiti, più o meno dal giorno stesso in cui è nato l’attuale esecutivo. La dinamica è figlia di una scelta precisa e cinica fatta da Draghi nove mesi fa durante la formazione del governo, quando, con molta saggezza, ha deciso di tenere fuori dal Consiglio dei ministri i leader politici, tranne Roberto Speranza, scommettendo nei vari dicasteri sui volti più moderati dei partiti e trasformando a poco a poco i vari ministri in qualcosa di più simile a portavoce del governo nei partiti che a portavoce dei partiti all’interno del governo.

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