Pnrr, rischio taglio dei fondi (perché l’Italia è cresciuta di più)- Corriere.it

L’appuntamento per giugno, con una lunga preparazione precedente come capita nelle decisioni europee. L’Italia stavolta rischia di finire sotto pressione non per aver deluso, ma per il motivo opposto:l’economia andata meglio di come si temesse quando vennero ripartite le risorse del Recovery nell’estate del 2020, mentre altri Paesi sono andati peggio. Si dovr dunque capire se, alla prova dei fatti, una parte dei miliardi assegnati a Roma un anno e mezzo fa dovranno essere redistribuiti a chi rimasto pi indietro del previsto. Le regole del resto lo prevedevano. Il 70% delle somme attribuite all’Italia definitivo, mentre il restante 30% — circa 60 miliardi — potrebbe essere in parte rimodulato. L’economia infatti ha chiuso il 2021 di 2,6% pi grande di come prevedeva la Commissione europea quando Giuseppe Conte, allora premier, si fece fotografare a Bruxelles con il pugno stretto in segno di esultanza per aver strappato un aiuto commisurato a un collasso economico. La Spagna invece dell’1,3% al di sotto e la Germania dello 0,5% al di sotto. Alla fine non dovrebbero esserci enormi spostamenti di denaro, ma quella che si sta aprendo a Bruxelles un’altra partita delicata. Un altro dei molti fronti, solo per restare al Recovery Fund, per i quali nel 2022…