Pier Ferdinando Casini, “l’ultimo democristiano”, si racconta

Pier Ferdinando Casini, staccato, è in gran forma. Sta predisponendo una gran presentazione del suo libro appena uscito, titolo “C’era una volta la politica”. Sottotitolo “Parla l’ultimo democristiano” (più importante il sottotitolo), ovviamente edizioni Piemme, e deve rispondere a interviste, andare in trasmissioni, mandare inviti, visionare un videomessaggio, ovviamente di un cardinale, Zuppi. Il cardinale dice tra l’altro di lui che è “disinvolto nei salotti”. Certo questa Dc è proprio cambiata. Un tempo tutta santuari e ritiri, oggi si celebra il salotto. Pier Ferdinando, staccato, mi riceve nel sontuoso studio a palazzo Giustiniani, il Dakota building del Senato (ci stanno Renzi, Segre, Rubbia, e sopra l’appartamento presidenziale). Tra foto con Ratzinger, Napolitano, Ciampi e De Gasperi, un crocifissone di legno, una statua di un santo, un santino della Madonna di Positano. È l’ex ufficio di Andreotti, il posto perfetto per fare una seduta spiritica su cos’era la Dc. Avete fatto benedire l’ufficio? “Tutto il Senato è benedetto” dice Casini, pronto, energico, vitaminico, sotto abito su misura e cravatta, sopra un felpone con cappuccio, Prima e Terza Repubblica insieme, il potere logora chi il fisico non ce…