Perù, le proteste incendiano Lima: violenti scontri tra manifestanti e polizia

E’ finita come si temeva. Invasa da decine di migliaia di persone giunte da tutto il Perú, Lima si è trasformata presto in un campo di battaglia con violenti scontri tra manifestanti e polizia. Convocata nel centro della capitale, in piazza San Martín, la mobilitazione chiamata “Marcia per la presa di Lima” o “Marcia dei Suoi Quattro”, con chiaro riferimento alla manifestazione di fine 2000 che cacciò l’allora presidente-dittatore Alberto Fujimori, si è divisa in diversi spezzoni cha hanno iniziato ad assediare la zona dei palazzi del potere. Il governo ha mobilitato quasi diecimila poliziotti distribuiti nei punti nevralgici di Lima. Gli accessi all’area dove sorgono il Congresso, i ministeri e la stessa presidenza, sono stati transennati e protetti di cordoni di agenti in tenuta antisommossa. Dopo aver marciato per un paio di chilometri, alcuni gruppi di manifestanti hanno cominciato a lanciare una pioggia di pietre e bastoni contro le forze dell’ordine.

(reuters)

Gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeni evitando, almeno all’inizio, di usare i proiettili di gomma o peggio, come è accaduto spesso in questi ultimi giorni, armi da fuoco con proiettili veri. La folla avanzava sventolando soprattutto bandiere nere con una…