Perché non bisogna avere paura dell’autonomia differenziata

Le critiche alla bozza di ddl sono rivolte alla presunta lesione dei valori fondamentali che connotano la Repubblica, in particolare  l’unità e l’eguaglianza dei “cittadini”. Ma si rivelano del tutto infondate

Il dibattito politico e giuridico che si è scatenato intorno alla bozza di ddl per l’attuazione dell’articolo 116, comma 3, della Costituzione relativo all’autonomia differenziata, similmente alle reazioni provocate dai precedenti tentativi nello stesso senso, richiede di ritornare sui valori fondanti della Costituzione italiana (e, solo alla luce di questi, leggere l’autonomia differenziata e la bozza di ddl). Ciò perché le critiche non sono rivolte (esclusivamente) alle materie che possono essere attribuite o all’oggettivo impatto del trasferimento delle materie sul sistema di finanza pubblica dello stato, bensì proprio alla presunta lesione dei valori fondamentali che connotano la Repubblica, in particolare, l’unità e l’eguaglianza dei “cittadini”.

  
E’ innegabile la constatazione che la nostra Carta sia fondata sopra i valori dell’eguaglianza e dell’autonomia. Sul primo molto è stato scritto, soprattutto in relazione alla trasformazione del principio di eguaglianza che l’assunzione di sempre…