perché l’Italia forse ha un futuro – Libero Quotidiano

Francesco Specchia

Un rider che si sublima nelle lunghe distanze. Un venditore di polpi di contrabbando che si converte alla scrivania. Una bidella che vive sui treni alla ricerca del tempo perduto. Il bello del lavoro -diceva Conrad- sta nella possibilità di trovare se stessi. Mentre infuria la polemica trita sul “lavoro povero” e sul reddito di cittadinanza, tre storie, in queste ore, attraversano la cronaca e rendono l’orgoglio di chi considera la dignità del lavoro una priorità. La prima vicenda è quella di Filippo Bazerla, il rider che aveva mandato in crisi Andrea Bassi, già consigliere regionale di Lega e Fratelli d’Italia. Bassi si era dichiarato pentito dei chilometri «da Verona sud a Bussolengo» (50, andata e ritorno, ndr) che il ragazzo aveva dovuto macinare per consegnargli panino e patatine ordinate in un fast food e ricevute tramite servizio di delivery. In pratica, una condanna impietosa del lavoro precario già martirizzato sulle due ruote.

Eppure, Bazerla, il ragazzo sui pedali, non s’ è affatto scomposto, anzi. Ha tirato il fiato e scritto su Facebook: «Non mi sento sfruttato perché non conta la quantità di denaro nel mio modo di essere quanto piuttosto…