Perché la politica può governare l’inflazione solo governando la nuova finanza

Da qualche mese tutta l’attenzione dei circoli politici e dei media è concentrata sulla prossima elezione del presidente della Repubblica. Una concentrazione in parte comprensibile ma per un altro verso esagerata. Siamo in una democrazia parlamentare ed il potere esecutivo è, o forse dovrebbe, essere concentrato nel Parlamento e nel governo. Ma non tutte le dinamiche spiegano la scarsa attenzione su alcune fondamentali questioni che affannano l’Italia e l’Europa. Prima fra tutte la ripresa dell’inflazione che è aumentata oltre ogni previsione e con profili diversi da quelli previsti. In Italia e in Europa si sfiora il 4% mentre negli Usa si sfiora il 7%. Se parte di questa inflazione è legata a fatti transitori come l’esplosione della domanda con una offerta senza scorte e con crescenti difficoltà nel settore del trasporto navale e della logistica, un’altra causa di cui nessuno parla è l’improvviso arrivo sulle materie prime di grandi flussi finanziari speculativi.

Come si sa la liquidità in giro per il mondo è enorme. Gli ultimi dati parlano di 130 trilioni di dollari di liquidità in cerca di approdo (il 153% del pil mondiale). Ebbene gli ultimi dati sulla borsa energetica di Londra fanno emergere un incremento degli scambi sui futures energetici…