per Polonia e Ungheria l’Europa li sta ricattando

Polonia e Ungheria hanno le loro motivazioni per bloccare il Recovery Fund. Meloni e Salvini ancora una volta contro il loro stesso Paese

L’Europa di nuovo divisa, ma questa volta la divisione comporta uno stallo di 750 miliardi. Il Recovery Fund che nei Paesi più colpiti dal Coronavirus, Italia in primis, sono urgenti si blocca di nuovo. Ma il veto della Polonia e dell’Ungheria arriva come una doccia fredda e riporta nell’impasse intere nazioni.

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L’Italia vede sfumare i 20 miliardi promessi dal Recovery Fund. Perché? La motivazione è semplice: la Polonia e l’Ungheria non vogliono nessun meccanismo di condizionalità. Attraverso questo meccanismo la commissione potrà bloccare l’erogazione dei fondi UE a quei Paesi che non rispettano lo stato di diritto. E tanto Budapest, quanto Varsavia, hanno già la “fedina” sporca.

Una precisazione doverosa. Il meccanismo di controllo dello stato di diritto non è stato introdotto ora, alle spalle della Polonia e dell’Ungheria. Non è stata una decisione presa di nascosto, bendando i due capi di stato e costringendoli a firmare. Ebbene no, le clausole riguardanti il rispetto dello stato di diritto erano stato già inseriti.

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In realtà i punti 22 e 23 erano già presenti nello storico…