per essere scarcerata le dissero di dichiararsi colpevole- Corriere.it

di Francesca Basso e Giuseppe Guastella

L’accusa: i magistrati glielo proposero dalla prima ora, ma lei non vuole uno stigma per la figlia

«Dal primo momento hanno proposto ad Eva Kaili di dichiararsi colpevole per essere scarcerata e così poter finalmente riabbracciare sua figlia». Con la stessa franchezza e determinazione con cui nell’atrio del palazzo di giustizia di Bruxelles aveva sostenuto che il trattamento subito da Eva Kaili dopo l’arresto fosse «una tortura» medioevale, ora l’avvocato greco Michalis Dimitrakopoulos lancia una nuova, pesante accusa alla magistratura belga.

Giovedì scorso i giudici della Camera di consiglio di Bruxelles hanno rivalutato le esigenze cautelari che da più di sei settimane tengono rinchiusa nel carcere di Haren la ex vicepresidente del Parlamento europeo. Arrestata nell’inchiesta sulle presunte interferenze sul Parlamento europeo ordite da Qatar e Marocco con il pagamento di tangenti passate per la ong Fight impunity dell’ex eurodeputato di Pd e Articolo 1 Antonio Panzeri, Kaili si è vista prolungare la carcerazione di un altro mese.

La donna si è sempre professata innocente dichiarando alla Polizia e al giudice istruttore Michel Claise di non sapere nulla degli affari di Panzeri e Francesco Giorgi, padre…