Pechino, proteste anti lockdown all’università. La studentessa italiana: “Non possiamo né entrare né uscire dal campus”

PECHINO – “È stata una ragazza, da sola, a far partire la protesta dentro al campus ieri mattina. Si è messa davanti all’ingresso della mensa con un foglio bianco in mano, completamente in silenzio. Piano piano si sono aggiunte sempre più persone. Tutti hanno iniziato ad imitarla e ad alzare i loro fogli bianchi. Sono stati li circa tre ore. Lo hanno fatto in solidarietà ai dieci morti nell’incendio di Urumqi e anche perché ci hanno richiuso dentro all’università, di nuovo”, racconta Sabrina (il nome è di fantasia) studentessa italiana arrivata da qualche tempo alla Tsinghua di Pechino, uno degli atenei più prestigiosi di tutta la Cina, dove circa trecento ragazzi ieri hanno manifestato contro l’eterno lockdown

Che aria si respira dentro l’università?
“I cancelli sono chiusi, quindi da oggi anche i professori non potranno entrare e faremo le lezioni online. Non possiamo né entrare né uscire dal campus. All’interno siamo ancora però abbastanza liberi: a meno che non ci confinino in camera. Noi studenti internazionali siamo in ogni caso leggermente avvantaggiati rispetto ai cinesi: abbiamo stanze singole o doppie col bagno in camera, mentre loro stanno in stanze da quattro e senza bagno…