Pd, attacchi a raffica dalla vecchia guardia. Lo «schiaffo del soldato» al Nazareno- Corriere.it

di Tommaso Labate

Da Bindi fino a D’Alema, Bersani e Cacciari, nel partito che si prepara al congresso le bordate arrivano dal passato

Altro che tacere dell’oggetto e far finta di nulla, che l’antico proverbio suggeriva come esempio di buona creanza. Qua è come se a casa dell’impiccato, proprio nei giorni dell’elaborazione del lutto, a un certo punto abbiano iniziato a citofonare i rappresentanti di corde. Perché è più o meno così che nelle stanze del quartier generale del Partito democratico, che si appresta a premere il tasto «play» alla lunga e tormentata trafila che porterà a un nuovo congresso e a un nuovo segretario, vivono la sequenza di uscite delle «vecchie glorie» del tempo che fu. Che col tempismo comodo dell’analisi «a cose fatte» e con la certezza di non poter subire l’accusa di aver sbagliato diagnosi — tanto ormai quello che è fatto è fatto, e le elezioni sono belle che andate — smontano un giocattolo già ridotto in mille pezzi. Suggerendo come rimontarlo.

All’elenco, dopo giorni dominati dall’appello allo «scioglimento» del Pd in una nuova «Cosa» promosso da Rosy Bindi insieme a intellettuali come Massimo Cacciari e Tomaso Montanari, s’è aggiunto ieri Massimo D’Alema. A pochi giorni dal varo del primo governo…