«Papà viveva la sua popolarità in modo conflittuale, amava e temeva i suoi fan»- Corriere.it

di Roberta Scorranese

Alessandro Daniele oggi ha 43 anni: «Mio nonno Gennaro giocava d’azzardo e maltrattava la famiglia, ma papà da adulto decise di non abbandonarlo»

Qual è il ricordo più vivo che ha di suo padre?

«Quello che vorrei tenere solo per me».

In realtà, nel corso di questa lunga intervista, Alessandro Daniele, 43 anni, di ricordi ne condividerà molti. Ma sempre con un riserbo gentile e colto, una ritrosia che sembra un tratto ereditario.

Suo padre, Pino Daniele, era così?
«Esattamente così. Il suo più grande problema è stato essere Pino Daniele. Viveva la popolarità in maniera conflittuale. Era legato ai suoi fan, ma qualche volta l’aggressività di quelli che contestavano la sua evoluzione artistica lo feriva».

Non apprezzavano le ultime sperimentazioni musicali?

«C’erano quelli che avrebbero voluto “congelarlo” ai tempi di Nero a metà. E glielo dicevano con durezza, a volte quasi minacciandolo. Ma la grandezza di papà è stata soprattutto quella di essersi evoluto, di non aver mai rinunciato a sperimentare».

Lei ha appena scritto per RaiLibri una biografia di suo padre che ha intitolato, semplicemente, con il suo nome e cognome. Pino Daniele è mancato nel 2015, lei è diventato il custode della sua memoria?
«Detta…