«Ogni Stato ha autonomia Ma servono le prove»- Corriere.it

di Virginia Piccolillo

L’ex ministro della Giustizia: «Ha fatto bene la Procura di Kiev ad aprire un procedimento per violazione delle leggi e dei costumi di guerra»

Un militare russo a giudizio per crimini di guerra in pieno conflitto. Paola Severino, Lei che ha partecipato ai lavori per dare il via alla Corte penale internazionale per i crimini contro l’umanità, non pensa sia più logico attendere il Tribunale dell’Aia?

«Lo statuto del Tribunale dell’Aia prevede che la giurisdizione scatti automaticamente se lo Stato in cui è stato commesso il crimine, o di cui il responsabile è cittadino, l’abbia sottoscritto. Ma solo nel caso in cui quello Stato non abbia volontà o capacità di perseguire il crimine. Ogni Stato rimane libero di perseguire i delitti avvenuti sul proprio territorio, se riesce a trovare prove sufficienti per portare a giudizio il militare che abbia sparato contro un civile indifeso».

« Dunque bene ha fatto la Procura di Kiev ad aprire un procedimento per violazione delle leggi e dei costumi di guerra, per il quale si rischia la pena dell’ergastolo».

«Dimostrare che crimini orrendi contro persone indifese vengono perseguiti e puniti, può essere un deterrente efficace, evitando che chi indossa una divisa possa uccidere…