«Ogni ingresso russo è invasione»- Corriere.it

di Giuseppe Sarcina

Il leader Usa criticato per aver parlato di «incursione minore». Oggi Blinken vede Lavrov

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
WASHINGTON L’ipotesi più quotata è che Joe Biden, parlando l’altro giorno con i giornalisti, si sia spinto troppo in là sull’Ucraina. La Casa Bianca si aspetta davvero una mossa di Vladimir Putin. Da mesi gli esperti del Pentagono indicano l’obiettivo più vulnerabile: la città portuale di Mariupol, a metà strada tra la Crimea, già annessa da Mosca, e il Donbass occupato dai filo russi ormai dal 2014. Potrebbe essere questa «l’incursione minore» evocata da Biden nella conferenza stampa dell’altro giorno? Può darsi. Ma è un’informazione che non sarebbe dovuta diventare pubblica. Per tutta la giornata di ieri la Casa Bianca ha cercato di recuperare. Lo stesso Biden, in una dichiarazione citata dalla tv Abc, ha precisato che «qualsiasi sconfinamento delle truppe russe sarà considerato un’invasione. La reazione degli Stati Uniti sarà rapida, durissima e unitaria». È la stessa frase ripetuta dal segretario di Stato Antony Blinken, davanti a telecamere e reporter, insieme con la ministra degli esteri tedesca, Annalena Baerbock.

Sarà proprio Blinken a consegnare il messaggio alla controparte: oggi a Ginevra…