«Oggi mi sento arabo, gay e migrante»- Corriere.it

di Redazione Sport

Il presidente della Fifa ha aperto il torneo in Qatar esprimendo sostegno alle comunit Lgbtq+, discriminata nel Paese, e dei lavoratori migranti morti per costruire gli stadi

Oggi mi sento qatarino. Oggi mi sento arabo. Oggi mi sento africano. Oggi mi sento gay. Oggi mi sento disabile. Oggi mi sento un lavoratore migrante. Comincia con queste parole la conferenza stampa del presidente della Fifa Gianni Infantino alla vigilia della partenza del Mondiale di Qatar. Il numero uno del calcio mondiale esprime il proprio sostegno alle comunit Lgbtq+ (discriminata nel Paese) e dei lavoratori (si stima ne siano morti 6.500 nelle fasi di costruzione di stadi e infrastrutture) e difende a spada tratta la scelta della Fifa di giocare il Mondiale nella penisola araba.

Mi sento come loro — spiega il numero uno del calcio mondiale — e so cosa vuol dire essere vittima di bullismo perch lo sono stato. Ho pianto e ho cercato di reagire. Sono figlio di lavoratori migranti che hanno vissuto in condizioni molto difficili in Svizzera per come vivevano e i diritti che avevano. Ho visto come veniva trattato chi cercava di entrare nel paese, ma ora la Svizzera un esempio di tolleranza. Il Qatar ha fatto…