O Quirinale o morte! Il Governo non esiste

Mario Draghi sarebbe troppo prezioso al governo per mandarlo al Quirinale? Presumo che se qualcuno gli andasse a dire in faccia questa frase lui sarebbe tentato di prenderlo a pugni. Probabilmente lo tratterebbero la forma mentis, l’alto profilo ed i doveri derivanti dal ruolo.

Ormai il Governo è un coacervo di interessi contrastanti, troppo eterogeneo e composto da disparate anime semi inconciliabili. Se Draghi può avere un’opportunità di condizionare le scelte, imporre riforme necessarie e recuperare libertà di azione, questo può avvenire solo ed esclusivamente con la sua elezione a Capo dello Stato. Altrimenti sarebbe costretto a rimanere alla guida di un Governo che ne logorerebbe il prestigio ogni giorno di più.

Passerebbe la stragrande maggioranza del suo tempo a sedare liti interne. A mediare tirando fuori provvedimenti come l’ultimo decreto, che sono capaci di scontentare tanto i più intransigenti quanto i più liberali.

Praticamente l’uomo che doveva riformare il sistema ne verrebbe fagocitato. Riducendosi a diventare non il De Gaulle italiano ma uno di tanti Monti, Amato, Gentiloni. Delle scommesse a perdere. La sua figura e la sua credibilità verrebbero usurati in un lento quanto costante logoramento.

C’è un problema di fondo però

Non…