Nord Stream, scambio di accuse Occidente-Russia sui responsabili del sabotaggio

NEW YORK – Il punto di partenza per chiarire il sabotaggio di Nord Stream 1 e 2 è questa dichiarazione dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell: “Tutte le informazioni indicano che le perdite sono il risultato di un atto deliberato. Riceverà una risposta robusta e unitaria”. Il punto d’arrivo è che l’Europa non può più fare alcun affidamento sulle forniture russe, e deve accelerare la corsa alle fonti alternative, anche perché i danni dell’acqua salata ai gasdotti potrebbero essere irreparabili.

Quanto alle responsabilità, aspettando l’inchiesta internazionale, pochi dubitano che l’attacco sia stato lanciato da Mosca per lasciare l’Europa al freddo durante l’inverno, senza però pagare le penali che avrebbe dovuto sborsare se avesse chiuso i rubinetti, violando i contratti già firmati. La spiegazione più diretta dell’attacco, di cui discuterà domani il Consiglio di Sicurezza Onu, è quella che ha dato il ministro degli Esteri polacco Rau: “Le esplosioni sono avvenute molto vicino alle acque territoriale danesi, ma non all’interno, perché ciò avrebbe significato colpire il territorio Nato”, obbligando l’Alleanza a reagire. “Qualcuno cerca di intimidire i Paesi del Mar Baltico. Con l’eccezione della Russia, tutti questi Paesi…