«Non solo motovedette, serve creare lavoro»- Corriere.it

di Monica Ricci Sargentini

Najla el Mangoush: «Per diminuire la marea umana bisogna lavorare perché le persone abbiano una prospettiva nel Paese in cui vivono. Solo così ci saranno meno arrivi»

«Per diminuire la marea umana bisogna adottare una strategia olistica e lavorare perché le persone abbiano una prospettiva nel Paese in cui vivono». Najla el Mangoush, prima donna a ricoprire la carica di ministra degli Esteri in Libia, ha le idee molto chiare. «Il nostro sforzo deve essere rivolto a implementare delle misure in Libia come nel resto del Mediterraneo e dei Paesi africani» dice in quest’intervista al Corriere della Sera
a margine dei Med Dialogues di Roma. Di migrazione ha discusso anche con il suo omologo italiano Antonio Tajani che ha, poi, annunciato una visita in Libia.

Il suo piano si potrebbe riassumere con lo slogan «aiutiamoli a casa loro»?

«Assolutamente. I migranti cercano una vita migliore, sognano l’Europa. Chiediamoci come possiamo aiutare queste Nazioni economicamente in modo che diano possibilità alle nuove generazioni».

Quali sono gli ostacoli?
«Non c’è la volontà politica di farlo perché richiede pazienza e pianificazione. Dovremmo sederci intorno a un tavolo, anche con l’Unione Europea, e rivedere le nostre strategie…