non si parli più di armi- Corriere.it

di Marco Cremonesi e Monica Guerzoni

L’impressione positiva a Palazzo Chigi dopo l’incontro: il sostegno leale della Lega non in discussione. Il leader all’uscita: l’embargo sull’energia fa pi male a noi

Orgoglioso dell’Italia che cerca la pace a ogni costo, eppure convinto che un ulteriore invio di armi a Kiev finirebbe per allontanare la pace in Ucraina. Matteo Salvini scende a met pomeriggio in piazza Colonna e dispensa sorrisi davanti alle telecamere. L’incontro con Mario Draghi andato bene, sia per il presidente del Consiglio che per il segretario della Lega. Il quale, nel chiuso dello studio di Palazzo Chigi, stato assai pi draghiano di quanto non abbia poi mostrato in pubblico.

Durante l’ora di faccia a faccia con il premier, il leader del Carroccio non ha posto veti all’invio di armamenti per sostenere la resistenza ucraina e non ha fatto cenno alcuno all’argomento usato da Giuseppe Conte per sfidare Draghi. E cio, che il suo governo non ha un mandato da parte della maggioranza per decidere la linea sulla guerra. Niente del genere ha detto Salvini a Draghi e questo per i governisti il risultato pi importante. Conte ne esce isolato — la lettura — Salvini non ha messo in discussione il mandato di Draghi e non ha seguito il M5S sulla…