«Non rinnego né Draghi né i miei»- Corriere.it

di Cesare Zapperi

Il ministro dello Sviluppo economico sul mancato voto di fiducia al governo: «È stata offesa la dignità del Parlamento»

«Non rinnegherò mai la Lega, non andrò altrove. Ma non intendo rinnegare nemmeno Draghi». Giancarlo Giorgetti non seguirà la strada imboccata dai colleghi ministri di Forza Italia di abbandonare la casa madre. Ma l’epilogo del governo di cui è stato il responsabile dello Sviluppo economico lo ha lasciato molto amareggiato. Con il tradizionale aplomb, si confida con i suoi e spiega come ha vissuto gli ultimi giorni.

«Draghi non meritava di uscire di scena così» spiega confermando un sentimento di stima e di amicizia con il presidente del Consiglio dimissionario che trae origini quand’era governatore della Banca d’Italia. In Aula Giorgetti ha salutato Draghi calorosamente e altrettanto vigorosamente lo ha applaudito durante e alla fine dei suoi discorsi. Il segretario del Pd Enrico Letta per questo lo ha criticato («Come fanno ad applaudire il presidente del Consiglio i ministri che lo costringono a dimettersi?). Il ministro ancora in carica per gli affari correnti non si scompone: «Applaudo chi lo merita e Draghi lo merita. Continuerò a farlo».

Ora che il governo è caduto e il presidente della Repubblica…