non permettere l’utilizzo di energia autoprodotta ai consorzi costerà 270 milioni in più- Corriere.it

«La bolletta dell’energia elettrica, a carico dei Consorzi di bonifica (e quindi dei cittadini) sta assumendo dimensioni insostenibili: in media, il sistema consuma annualmente 600.000 MegaWattora, ognuno dei quali sul mercato libero, nel 2021, costava 125,46 euro, oggi invece è salito a 441,65 euro. A ciò si aggiunge un incremento del 30% nei costi e nei consumi per il 2022, dovuto alla necessità di contrastare siccità ed alte temperature nelle campagne; il che significa una previsione di spesa complessiva pari a € 344.487.000, cioè circa 269.211.000 euro in più rispetto all’anno scorso!» È l’allarme lanciato dall’Anbi, l’associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, all’indomani del decreto Aiuti bis.

Per questo l’Anbi, torna a proporre vicenda del cosiddetto “scambio elettrico sul posto”. «I Consorzi di bonifica ed irrigazione sono produttori di energia rinnovabile, idroelettrica e fotovoltaica, ma ne possono utilizzare solo la minima parte necessaria all’esercizio dell’impianto in loco — spiega Massimo Gargano, direttore generale di Anbi— ; il resto della produzione la devono cedere ad un ente gestore per poi riacquistarla ad un prezzo maggiorato. La nostra richiesta, già…