«Non conviene togliermi potere»- Corriere.it

di Fabrizio Roncone

Gianfranco Miccich, a lungo vicer forzista in Sicilia, ha ricevuto la telefonata di Berlusconi, che ha chiamato anche Schifani per mediare sulla scissione interna al partito: Volevano inchiodarmi a Roma: ma qui a Palermo che conto, e voglio continuare a contare. Di Meloni non parlo: ma chiaro che sto subendo cose inaudite

Nemmeno il tempo di avvertire il giornale e dire che c’ un Miccich croccante sulla scissione siciliana di Forza Italia.
Richiama dopo dieci minuti.
Uno scrupolo: faccia capire bene che io, comunque, uomo di pace sono.

Eravamo partiti bassi. Che significa, scusi, un ritratto parlante? Ma per fare il mio ritratto non andrebbe bene nemmeno Guttuso, ha presente Guttuso, s?: e poi per entrato subito nella parte di Gianfranco Miccich, 68 anni, palermitano, a lungo vicer forzista di un’isola che nel 2001 si prese con quel brutale 61 a 0 (i collegi elettorali che port in dote ad Arcore, dove fu incoronato), quindi blandito e temuto, iracondo (soprattutto con i giornalisti, con Tremonti, una volta s’arrabbi con i cinesi che si portano via il tonno rosso con gli ultrasuoni) ma pure pronto a botte di inattesa simpatia, capace di polemiche feroci (disse che intitolare l’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino trasmette…