NO TIME TO DIE/ Il film che può rivoluzionare il “marchio” 007

Ogni volta che la serie di James Bond chiude un ciclo cerca sempre di riassumere i fili fin lì tirati, come a riassumere decenni di storia, ma quello che fa No Time to Die, 25° film della serie e ultimo per Daniel Craig, è una cosa diversa, ben più radicale: il film diretto da Cary Fukunaga non vuole soltanto mettere un punto alla fortunata esperienza dell’attore dopo cinque film come 007, vuole rivoluzionare dalle radici lo stesso concetto alla base di quell’eroe.

In pensione dopo la fine della sua storia d’amore con Madeleine (Léa Seydoux), James Bond viene richiamato di nuovo in azione quando un’arma biologica letale viene trafugata e il suo creatore rapito. Nell’indagine che ne segue, Bond sarà costretto a fare i conti con il proprio passato e soprattutto con il proprio futuro. Stavolta per sempre.

Neal Purvis e Robert Wade, sceneggiatori ufficiali della serie, assieme al regista e a Phoebe Waller-Bridge, costruiscono per Craig l’addio perfetto alla serie, ma soprattutto l’addio a un modo di intendere il personaggio che affonda le sue radici alla Guerra fredda e che negli anni ha…