New York, il nostro primo amore- Corriere.it

di Maria Vittoria Baravelli

Gli echi di Warhol, Fontana, Patti Smith si mescolano ai musei post moderni in un racconto familiare a tutti. Una «art sharer» tra le più popolari in Italia ha visitato per noi le mostre e i luoghi che oggi fanno tendenza. Il risultato è un ritratto a colori scuri che assomiglia a un dipinto di Edward Hopper

S econdo il pittore Edward Hopper, New York non è solo una città che esiste sulla carta geografica, bensì un luogo magico, che prende forma attraverso l’esperienza vissuta, la memoria e l’immaginario collettivo. Per l’architetto Rem Koolhaas è la Stele di Rosetta del XX secolo. Per Patti Smith, la sciamana del Chelsea Hotel, «una città amichevole» e da Lucio Fontana fu addirittura considerata «più bella di Venezia» dove le mille luci dei grattacieli di notte «sembrano una grande collana di rubini, zaffiri e smeraldi». Qualunque cosa sia per voi o per me questa città, aveva ragione Mario Soldati nel suo America primo amore, libro, del 1935: New York è davvero il nostro primo amore, che torna sempre o che forse non ci lascia mai del tutto. Sappiamo che l’America fu scoperta da Cristoforo Colombo nel lontano 1492, tuttavia esiste una lettura più intima e complessa, una vera e propria mitologia per cui questo grande…