«Nessuno può accontentarsi dell’esistente»- Corriere.it

di Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles

Le battaglie del presidente del Parlamento Ue David Sassoli in difesa della democrazia europea

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Il sorriso. La prima cosa che colpiva di David Sassoli era il suo sorriso, nelle cerimonie pubbliche, durante le plenarie, mentre leggeva i discorsi più seri, nelle interviste. Era spiazzante. Il sorriso del presidente del Parlamento europeo non era mai derisione, era piuttosto inclusione. Nel suo discorso di insediamento, pronunciato il 3 luglio del 2019, in maniera semplice aveva detto che «nessuno può accontentarsi di conservare l’esistente». E il suo impegno in questi anni tra Bruxelles e Strasburgo è stato di dare forza al progetto europeo, «l’unico in grado di dare risposte alle sfide globali che abbiamo davanti a noi» e nel quale «i cittadini hanno dimostrato di credere ancora». Ha cercato di «rendere il Parlamento protagonista di una completa democrazia europea».

Profondo conoscitore dei temi e delle dinamiche europei, ha fatto il suo primo ingresso al Parlamento Ue nel 2009 con il Pd, abbandonando una carriera giornalistica densa che lo avevo portato alla vicedirezione del Tg1. Riconfermato nel 2014, viene nominato vicepresidente del Parlamento Ue per diventarne…