Neomamme in era Covid tra paura, solitudine e miraggio epidurale


La pandemia di coronavirus pesa anche su gravidanza e parto. Aumenta infatti il rischio di una riduzione dei controlli necessari durante i 9 mesi, legato alla paura delle future mamme di contagiarsi in ospedale. Un fenomeno più accentuato a marzo-aprile, ma che con la nuova ondata potrebbe riemergere. Le donne, poi, a causa delle misure di contenimento affrontano con maggiore solitudine le tappe normalmente condivise con il partner: ecografie, monitoraggi, visite. Ed è in solitudine anche la degenza dopo la nascita, visto che i papà, ammessi in sala parto, non lo sono per ovvie ragioni di sicurezza nelle stanze d’ospedale, come tutti i visitatori. E c’è poi la questione dell’epidurale: con gli anestesisti impegnati sul fonte delle terapie intensive, non è sempre facile accedervi. E’ il quadro del parto in era Covid, tracciato per l’Adnkronos Salute dalle rappresentati di ostetriche, ginecologi, anestesisti.


“Le future mamme – spiega Maria Vicario, presidente Federazione nazionale degli Ordini della professione di ostetrica (Fnopo) – stanno evitando di andare in ospedale, pensando che quello sia l’inferno. Si sottraggono perché pensano che ci sia più pericolo di contagio e…