Negati domiciliari a trapper Simba La Rue: “Non vuole cambiare vita”.

Nessuna comunità in cui trascorrere gli arresti domiciliari per Mohamed Lamine Saida, noto come Simba La Rue, che potrà lasciare il carcere di San Vittore solo per essere sottoposto a un’operazione chirurgica per riparare ai danni subiti alla gamba destra nell’agguato, a colpi di coltelli, del 15 giugno scorso a Treviolo (Bergamo). Lo ha deciso il gip di Milano Guido Salvini che ha negato l’attenuazione della misura e ha autorizzato a trasferire “nel più breve tempo possibile” il giovane trapper, in carcere per rapina e per il sequestro del ‘rivale Baby Touchè, all’ospedale San Gerardo di Monza.

Una concessione – dopo il primo no ai domiciliari – che arriva dopo la perizia del medico legale Marco Scaglione che ha riconosciuto come le condizioni di salute “non siano compatibili con la prosecuzione di un regime detentivo in carcere”. Solo al termine della degenza il giudice stabilirà il ritorno dietro le sbarre o in una comunità a fronte di un programma di recupero specifico e di una “seria e motivata accettazione”. Per ora il 20enne non trascorrerà i domiciliari presso la comunità Kairos di Vimodrone come chiesto dal difensore Niccolò Vecchioni.

Una richiesta – condivisa dalla procura – che appare “da un lato non urgente e da un lato…