Monsignor Fabbri, testimone chiave della trattativa Papa-BR/ I misteri sul riscatto

Monsignor Fabbri, testimone chiave della trattativa avviata dal papa Paolo VI per liberare Aldo Moro, con le sue rivelazioni sul caso dello statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse accese un faro prepotente sul riscatto che il Vaticano sarebbe stato pronto a pagare. Un progetto maturato tra i segreti di Castel Gandolfo che, secondo quanto esposto da monsignor Fabio Fabbri in Commissione d’inchiesta sul rapimento del presidente della Democrazia cristiana, sarebbe sfumato con il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani, il 9 maggio 1978. Su quel riscatto mai pagato, nel pieno della tormenta politica che avrebbe demolito l’era del “compromesso storico” sotto le ceneri della linea della fermezza, si sarebbe poi insinuato un giallo: da dove provenivano e dove finirono i soldi che monsignor Fabbri disse di aver visto? Un mistero rimasto tale con la morte dei suoi protagonisti.

Monsignor Fabbri sarebbe stato presente non solo nel frangente in cui il Vaticano si sarebbe determinato a dare un’ingente somma di denaro (10 miliardi di vecchie lire) ai brigatisti in cambio della vita di Moro, ma anche durante la famosa telefonata tra don Cesare…