Monroe 26enne mozzafiato nel noir- Corriere.it

di Filippo Mazzarella

Bistrattato dalla stampa dell’epoca, malvisto dal governo canadese e quasi sempre tenuto in disparte critica nella disamina della carriera di Marilyn, oggi resta un film solido

«A raging torrent of emotion… that even nature can’t control!» «Un furioso torrente di emozioni… che nemmeno la natura può controllare!), prometteva tonitruante il trailer di «Niagara», thriller dell’eclettico, preciso e prolificissimo Henry Hathaway presentato in anteprima a New York il 21 gennaio 1953. E a quella dichiarazione sensazionalistica facevano seguito immagini (già) mozzafiato della sua primadonna, ovvero la ventiseienne Marilyn Monroe al primo vero ruolo da protagonista dopo le sue brevi ma indimenticabile apparizioni nel capolavoro «Giungla d’asfalto» (1950) di John Huston e nel non meno importante «Il magnifico scherzo» (1952) di Howard Hawks. Alla 20th Century Fox (già produttrice del film di Hawks) avevano le idee ben chiare: il mélo criminale scritto da Charles Brackett, Walter Reisch e Richard L. Breen era infatti tagliato su misura (esattamente come il celeberrimo abito scarlatto creato per Marilyn da Dorothy Jeakins e reso indimenticabile dalle tonalità accese del Technicolor) per lanciare definitivamente nell’olimpo una «nuova…