Monica Bellucci & Anita Ekberg, lei mediterranea e mora, l’altra bionda e nordica. «Io non mi sento una diva e non mi vergogno delle rughe»- Corriere.it

di Valerio Cappelli, inviato a Torino

«The Girl in the Fountain». «Fu incosciente e innocente, recitò sé stessa ed entrò in un gioco pericoloso». Di Fellini che la lanciò nella Dolce Vita (ma lei era già famosa) diceva: «Mi ha dato tutto e mi ha tolto tutto, soprattutto la possibilità di fare altre cose».





«Marcello,
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, dove sei?». Monica mora, mediterranea; Anita bionda, nordica. L’opposto. Ekberg & Bellucci, due storie diverse, due dive, due mondi. Anita rivive attraverso Monica (premio alla carriera al Torino Film Festival) ma anche nei filmati d’archivio, quando è con Mastroianni alla fontana di Trevi. E’ il film di Antongiulio Panizzi (nelle sale oggi e domani per la Eagle). Si intitola The Girl in the Fountain.

Lei, Monica, avrebbe voluto vivere al tempo di La Dolce Vita?

«Da una parte è stato un momento incredibile per il cinema italiano, che ha fatto il giro del mondo, una fonte di ispirazione ancora oggi; dall’altra le donne erano relegate a essere solo madri e mogli e un’attrice non poteva,non sarebbe stata più il simbolo del desiderio. Poi arriva ‘sta bomba nordica, bionda, libera…».

Libera ma prigioniera di sé stessa.

«Fu incosciente e innocente, perché si mise a nudo senza protezione e non voleva…