Milano, Simba La Rue: “Ho umiliato Touché ma non l’ho sequestrato”

Riparare a un’umiliazione. E’ la spiegazione che risuona più volte davanti al gip di Milano Guido Salvini che ha interrogato gli arrestati nella faida tra trapper che vede dietro alle sbarre anche Simba la Rue, vero nome Mohamed Lamine Saida, finito a San Vittore per l’aggressione e il sequestro di persona del rivale Baby Touché.

L’inizio della rivalità – Una guerra iniziata l’inverno scorso: “Un giorno ero in corso Como con la mia ragazza e sono stato umiliato pubblicamente da questi ragazzi, mi hanno lanciato sassi e fatto un video, da li è iniziato tutto: ci sono stati vari dissidi sui social” racconta il 20enne italo-tunisino, l’ultimo ad essere ascoltato tra i nove arrestati. “Poi un mio amico, Gapea, è andato a Padova per cure mediche della madre e ha chiamato questo trapper per chiarire che non aveva intenti bellicosi. Touchè non si è presentato ma si è presentata una torma di persone, è stato umiliano anche Gapea, è stato pure accoltellato”.

Il (presunto) sequestro – Da li “è tutto degenerato, noi abbiamo fatto questa specie di vendetta contro un ragazzo che c’era durante l’aggressione del mio amico e cioè Akrem. Gli abbiamo fatto questa specie di trappola con l’aiuto anche della ragazza Sara e lo abbiamo…