Migranti, «Se restate a piedi, buttateli tutti a mare». I dialoghi choc tra gli scafisti- Corriere.it

di Lara Sirignano

Le intercettazioni della banda di trafficanti di uomini che lavorava tra il Nord Africa e le coste siciliane

Il quartier generale era la masseria di un imprenditore nelle campagne di Niscemi, piccolo centro della provincia di Caltanissetta. L’organizzazione di trafficanti di uomini si riuniva lì. E lì scontava, agli arresti domiciliari, una condanna a sei anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina Akrem Toumi, tunisino, mente della rete criminale scoperta ieri dalla polizia, che per anni ha organizzato i viaggi di migliaia di disperati dal Nord-Africa verso le coste siciliane. «Lo sai con chi stai parlando? Io sono Akrem, il più grande trafficante tra Tunisi e l’Italia», si vantava con un amico, non sapendo di essere intercettato. Ad aiutarlo nella gestione degli affari era la fidanzata, Sarra, anche lei tunisina, finita in carcere con il suo uomo e altri dodici indagati.

La masseria ospitava gli scafisti impiegati per la traversata: molti erano siciliani e alcuni avevano precedenti per mafia. E serviva da rimessa per le imbarcazioni usate per i viaggi: nelle campagne nissene venivano nascosti, prima di essere messi in acqua, i potenti motoscafi che in quattro ore collegavano le coste nordafricane a quelle siciliane. Taxi del…