Messina Denaro, pizzini a Provenzano: “Ricevuto nome politico, non fanno niente per niente…”

La riverenza per il capo, il ‘rispetto delle regole’ di ‘Cosa Nostra’ e la consapevolezza che davanti a tanti arresti compiuti nella ‘guerra’, condotta da magistratura e forze dell’ordine contro la criminalità organizzata, “sono nato in questo modo e morirò in questo modo”. E’ una delle frasi contenute nei pizzini scritti da Matteo Messina Denaro e ritrovati nel covo di Bernardo Provenzano, quando venne catturato l’11 aprile 2006 in una masseria a Corleone, in provincia di Palermo. Dai messaggi scambiati tra i due mafiosi stragisti tra il 2003 e il 2006, una decina di comunicazioni che Adnkronos ha rimesso in fila, emerge lo spaccato di quel mondo. “Lei mi dice che i soldi nella vita non sono tutto e che ci sono cose buone che con i soldi non si possono comprare – scriveva Messina Denaro a ‘zio Bernardo’ in uno dei messaggi firmati “suo nipote Alessio” – sono d’accordissimo con lei, perché io ho sempre pensato che si può essere uomini senza una lira e si può essere pieni di soldi ed essere fango”.

“Le dico che io ho fatto della correttezza la mia filosofia di vita – aggiunge – ed il fatto che io mi sia rivolto a lei dimostra proprio ciò, ora mi affido completamente nelle sue mani e nelle sue decisioni, tutto ciò che lei deciderà io…