Meloni: “Salvini al Viminale? Non si decide ora”. E Berlusconi: “Il suo linguaggio diverso dal nostro”

I leader di Fratelli d’Italia e Forza Italia prendono le distanze dal leghista. “Non abbiamo lo stesso elettorato”, dice il Cav. E ne minano il tentativo di predominio. Intanto si cerca un accordo sui collegi uninominali

“In passato sono partito dal 10 per cento e sono arrivato al 21 per cento. Adesso mi sono messo ancora in campagna elettorale e penso che non dobbiamo chiudere a meno del 20 per cento”. Con queste parole Silvio Berlusconi ha rispolverato stamattina a Non stop news su Rtl 102.5 le sue cartucce attraverso il ricordo delle antiche glorie. L’ex presidente, che dimostra di riaccendersi in campagna elettorale, non si ferma qui e delinea le sue intenzioni. Si vuole candidare alla presidenza del Consiglio? “No, l’ho fatto per oltre dieci anni con grandi risultati, adesso bisogna lasciare che ci sia qualcuno che possa fare delle buone cose”.

 

Allora, presidente del Senato? La voce di una sua candidatura come seconda carica dello stato circola già da settimane. Il Cav. prima mentisce: “È totalmente infondata la voce di una mia ambizione di fare il presidente del Senato”, poi ritratta: “Forse mi candiderò per il Senato, ma penso di essere più utile restando in Europa, a lavorare per convincere l’Ue a darsi una posizione…