Meloni concede l’ok preliminare sull’Autonomia alla Lega, ma è solo un titolo

Svanito l’effetto concordia dell’arresto di Matteo Messina Denaro, Giorgia Meloni si trova al cospetto degli alleati che hanno preso gusto a metterle “il bastone fra le ruote”. L’occasione è il vertice sull’Autonomia, materia tanto cara a Roberto Calderoli e dunque a Matteo Salvini e quindi alla vecchia Lega. Il Carroccio spinge per portare a casa, intanto, un risultato simbolico: il passaggio in Consiglio dei ministri del disegno di legge prima del 12 febbraio. Un vessillo da sventolare in campagna elettorale in Lombardia a uso e consumo di Attilio Fontana.   Meloni assembla la riunione con i due vicepremier e Calderoli, convocando Francesco Lollobrigida,  Raffaele Fitto, titolare del sud, ed Elisabetta Casellati,   ministra delle Riforme e custode del presidenzialismo che sta così a cuore a Meloni. Insomma a Palazzo Chigi ci si marca a uomo. 

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