Meloni assai ottimista sul voto, malgrado gli instabili Cav. e Salvini

Fino a qualche mese fa l’uscita a tratti incomprensibile dal punto di vista logico e strategico di Silvio Berlusconi su Mattarella (“se approvassimo il presidenzialismo dovrebbe dimettersi”) avrebbe assunto per Giorgia Meloni il sapore acido del pericolo, e dell’inaffidabilità. L’avrebbe cioè inquietata facendola sprofondare nell’angoscia della premonizione: non solo il debito pubblico al 150 per cento, l’inflazione all’8 per cento, i 433 decreti attuativi del Pnrr da approvare subito appena arrivati al governo, non solo la crisi energetica e la guerra in Ucraina… ma pure Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, a fianco a lei. Una miscela instabile di composti chimici  che sfugge all’alambicco del più cauto dei tecnici di laboratorio: il leghista irrequieto che non si sono ancora vinte le elezioni e già chiede ministeri, e il grande vecchio che si lascia andare in campagna elettorale a inspiegabili dichiarazioni sul presidente della Repubblica. Figuriamoci che farebbero una volta arrivati al governo. Ma da qualche giorno, e non solo perché è in vacanza in Puglia e dunque lontana dagli impegni quotidiani, ecco che ragionamenti più ottimistici anche sugli alleati attraversano le riflessioni della leader di FdI. Ci sono calcoli…