Matteo Renzi: «Il Pd ci ha cacciato per il noto risentimento personale di Enrico Letta»

Matteo Renzi, come ci si sente a fare una campagna elettorale da mezzala, lei che ha sempre preferito giocare da centravanti?


«Benissimo. Parlo di cultura, terzo settore, dissesto del territorio, sanità: sono gli argomenti per cui ho iniziato a fare politica. E siccome credo nel progetto ho fatto volentieri un passo indietro per farlo partire. Faremo un grande risultato, a cominciare da Firenze».

Quanto durerà la sua alleanza con Calenda? C’è stato un tempo in cui non vi amavate moltissimo…

«Divido le dichiarazioni dai fatti. In alcuni talk del passato Calenda è stato molto duro contro di me. E mi è dispiaciuto anche perché non ho mai capito perché. Ma se ci basiamo sui fatti, anziché sui tweet, vediamo che abbiano sempre lavorato insieme. Industria 4.0, piano del Made in Italy, battaglia in Europa, la richiesta di un termovalorizzatore per Roma, il Jobs Act: sulle cose da fare siamo sempre stati d’accordo. Contano i fatti, non le chiacchiere».

Se il matrimonio tra Calenda e Letta fosse durato più di tre giorni, lei avrebbe dovuto fare i conti con il quorum.

«Al contrario. Proprio il fatto che loro avessero fatto l’accordo ci stava dando la certezza del quorum: tutti i sondaggi ci hanno visto salire al 4-5% in una settimana….