«Marchionne? Mi sorprende che parlasse così bene di me, non sono mai riuscito a incontrarlo»- Corriere.it

di Enrico Marro

Il segretario della Cgil: «Non è affatto vero che io lo odiassi, ho rispettato le sue scelte pur non condividendole. Ha tutelato gli interessi degli azionisti, ma non quelli del nostro Paese. E trascurò l’auto elettrica»

«Che Marchionne dicesse tutte queste cose di me, mi ha sorpreso, perché, nonostante ci avessi provato, un colloquio a quattrocchi con lui non sono mai riuscito a farlo».


Maurizio Landini, segretario della Cgil, all’epoca leader della Fiom (2010-17), sarebbe voluto restare al tavolo con l’amministratore delegato
della Fiat, nonostante la drammatica rottura consumatasi coi referendum di Pomigliano e Mirafiori sugli accordi separati (con Fim e Uilm). Landini era stato eletto da pochi mesi alla guida dei metalmeccanici e l’allora segretario piemontese della Fiom, Giorgio Airaudo, cercò di organizzare un incontro riservato tra i due.

«Marchionne prese tempo e dopo una quindicina di giorni rispose che le cose erano già andate molto in là e loro avevano deciso di proseguire sulla strada che portò a uscire il gruppo dal contratto nazionale e a farsi un suo contratto con l’adesione degli altri sindacati».

Il tema del consenso e le scelte del supermanager

Se Marchionne non si capacitava del perché Landini avesse «un…