Manuale di sopravvivenza post sovranista di Guido Crosetto, ministro della Difesa 

Ma insomma anche lui si sarà irrigidito. Un po’ di timore, di inquietudine. Mentre mezzo mondo tratteneva il fiato, martedì sera, e magari faceva gli scongiuri, mentre  noi comuni mortali ci affrettavamo a cercare su Google “Trattato Nato” per capire se la catastrofe nucleare fosse ormai imminente, l’Armageddon sicuro oppure no, e “articolo 4 o articolo 5?”, e strologavamo su dove ci sarebbe piaciuto fumare l’ultima sigaretta, in tutto ciò lui, Guido Crosetto, che faceva? “Tornavo da Bruxelles, dalla riunione dei ministri della Difesa Ue, ero in aereo con il mio staff”. Sereno, pare. Quasi distaccato. E quindi? bisogna esortarlo a continuare. “E mi ha chiamato il capo di stato maggiore della Difesa, ché per fortuna il WiFi prende anche in quota”, e mica come sul Frecciarossa, sotto l’Appennino, “e mi ha informato dell’accaduto”. L’accaduto: cioè i missili caduti oltre il confine occidentale dell’Ucraina, due morti polacchi, lo spettro della reazione a catena. Paura? “Abbiamo concordato subito che bisognasse verificare la provenienza degli ordigni, ricostruire bene la dinamica. Ma certo esisteva l’incognita di come avrebbero potuto reagire i paesi del fronte est della Nato, e su tutti la Polonia”.